ENNIO DRI

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Prefazione di Renzo maggiore

Prefazione

Ho conosciuto Ennio Dri Zuccoli durante un corso di formazione che tenevo presso un’azienda di network marketing, dove eravamo entrambi stati invitati da amici comuni. Parlavo di Mission, Vision, Carta dei Valori e Comunicazione… Al termine del mio intervento, Ennio risultò il partecipante maggiormente colpito dalle parole ed i modelli che proponevo: egli ha sviluppato nel corso delle sua vita movimentata quella sensibilità, che purtroppo non tutti dimostrano, utile a comprendere i processi interiori ed esteriori nel momento in cui arriva qualcuno (formatore, amico o nemico che sia) che mette nero su bianco ciò che hai realmente vissuto, le cause della tua sofferenza. Da allora è nata un’amicizia che ci ha permesso di scambiare informazioni e di attuare quella che lui ama chiamare – seguendo Napoleon Hill – “alleanza di cervelli”. Ennio ha tratto dall’incontro la volontà di mettere a sua volta nero su bianco la storia, le esperienze, le conoscenze e gli insegnamenti ricavati dalla sua esistenza. Da parte mia, ho da subito condiviso l’importanza dei simboli e l’esigenza di rendere più consapevoli artisti (tatuatori in primis visto il rito di sangue cui sono chiamati per mestiere) riguardo l’importanza dei messaggi che si gettano in pasto alle menti umane e, in particolar modo la delicatezza del timbro sul corpo: i significati nascosti di disegni, numeri, segnacoli possono influenzare a tal punto l’inconscio soggettivo da condizionare l’umore ed i risultati (non mancano testimonianze a tal riguardo in tutta la “Dri-logia” letteraria di Ennio). Io, che non ero mai stato propenso al tatuaggio, ho deciso – una volta scoperto il mio angelo – di fissarne indelebilmente il simbolo sul braccio destro.  Ovviamente è  stato Ennio  ad  eseguire sia l’analisi angelica che il timbro vero e proprio.

Il percorso che si evince da “La luce sulla pelle”, così come dagli altri due libri, è un percorso di consapevolezza, una ricerca della missione guida e della sintesi che questa comporta ad un certo punto della vita per le persone sveglie, per i ricercatori dell’anima. Una volta raccolte tante conoscenze ed esperienze, si giunge al nucleo di significato insito in ogni esistenza umana: nel caso di Ennio, il suo servizio comporta il mettere a disposizione se stesso come “tramite”per le scoperte spirituali di ciascuna persona che decida di sottoporsi al suo “confessionale moderno”. Il tatuatore di oggi non è quello di ieri (Ennio è tra i pochissimi sopravvissuti dall’era dei pionieri, che venivano mal guardati dalla società) e non è quello di domani: il futuro lo sta visionando un pioniere! Ed è un ritorno all’antico: il tatuatore torna ad essere una sorta di “sacerdote”, qualcosa di più che un artista. La scelta del sacerdote è di importanza strategica soprattutto per chi decide di imprimere sulla propria pelle messaggi e simboli spirituali potenzialmente condizionanti, nel bene e nel male, il quotidiano vivere.

Nel libro, oltre a qualche racconto di vita vissuta, è interessante la spiegazione delle tabelle angeliche che Ennio ha ridefinito con maestria una volta studiati tutti i modelli più importanti (Haziel, Pierini, Sibaldi per citarne alcuni). L’autore sottolinea inoltre come si possa passare dallo sfogo della rabbia alla canalizzazione dell’energia in chiave positiva, trovando uno scopo e responsabilizzandosi per ogni emozione vissuta. Facile è scaricare sugli altri e sul mondo le proprie ansie e nevrosi; più difficile, ma necessario per vivere davvero, prendere atto che il centro siamo noi, che il mondo è creato dai nostri pensieri  e che ciò che ci  capita  lo attraiamo in prima persona attraverso i moti mentali ed un inconscio non indagato. Dagli scritti di Ennio, è fondamentale trarre i messaggi “sacri”, la saggezza del “sopravvissuto” e del ricercatore privilegiato, leggendolo con occhio attento senza giudicare, volgendo anzi a se stessi le giuste domande in chiave evolutiva. Ecco che allora trionferà la Luce, sulla pelle e nel mondo.

Renzo Maggiore

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