Tattoo… storie di vita vissuta senza orario e senza bandiera


“Tattoo… storie di vita vissuta senza orario e senza bandiera”, è stato il mio primo libro. In quanto tale porta ancora dentro a sé buona parte delle mie megalomanie e del mio modo di intendere la vita e i suoi eventi molto giovanile. Per fare un sintetico il riassunto di questo libro, la cui stesura ha durato moltissimi anni, sorvolando su tutti i dettagli di una vita senza dubbio “avventurosa” piena di alti e bassi, di gioia e di dolore, al di là degli aspetti spirituali più o meno profondi o solamente appena accennati e da “leggere tra le righe” di cui ho scritto, si potrebbe semplicemente dire che con “Tattoo storie di vita vissuta senza orario e senza bandiera” ho voluto evidenziare che la vita stessa, con il suo divenire, è la palestra della nostra personale evoluzione. La nostra unica vera scuola dove non possiamo, con nessun inganno e con nessun mezzo, comprarne il diploma e nemmeno la felicità. Noi siamo quegli atleti che spostando la soglia del nostro dolore (ma anche della nostra gioia) attraverso le esperienze della vita, aumentiamo le nostre prestazioni in termini di evoluzione. Dunque la vita è il palcoscenico, la palestra. L’uomo è l’atleta, il campione. Il mondo è il teatro, lo spazio dove rendere manifesta l’esperienza e tutte le emozioni che ne derivano. Lo scopo è l’evoluzione dell’uomo spirituale. Il fine ultimo la nostra divinità manifesta. In pratica, con questo libro, ho voluto raccontare alcuni eventi, a me realmente accaduti, invitando il lettore ed esaminarli da più angolazioni, e facendo notare a quest’ultimo come le emozioni derivate da qualsiasi evento, possono essere trasformate e portate su frequenze più elevate. Questo racconto era, e non poteva essere diversamente, connesso ed in simbiosi con il mio lavoro di tatuatore e raccontava la vita e l’evoluzione di un uomo anche attraverso il suo lavoro e la sua vita privata.

Prefazione di Maurizio Fiorini

Caro Ennio,

finalmente  riesco a leggere ciò che avrei voluto veder scritto da tempo: la storia di un uomo che, nonostante le vicissitudini, si è sempre rialzato a testa alta, da vero lottatore quale è. Quando penso a te mi viene in mente un gladiatore, un uomo abituato a combattere, a volte anche per sopravvivere. Come posso descriverti in una pagina? Mi rivolgo ora ai lettori perché non posso certo fare un quadro esaustivo di un personaggio così particolare, che oltre a essere un bravissimo tatuatore è anche da molti anni nel mondo editoriale a capo di una bellissima rivista sui tattoo dal nome ‘Tattoo Dimension’.

C’è un vecchio proverbio che dice: «Chi trova un amico, trova un tesoro». Io, personalmente, di tesori non ne ho mai trovati, ma Amici con la A maiuscola, di quelli molto validi, sì. Uno di questi, tra i migliori è Ennio, un tatuatore triestino di cui in passato avevo molto sentito parlare ma che non conoscevo personalmente, finché un giorno me ne capitò l’occasione. Fu alla Convention di Roma nel 1994 che ci stringemmo la mano per la prima volta. Un amico, nel 1997 organizzò a Napoli, e precisamente a Portici, al Museo delle Locomotive, una convention di tatuatori con più di cento stand e tra questi, oltre a me, c’era anche Ennio Dri. Fu allora che si stabilì un legame di amicizia profondo al punto che per sigillare questo rapporto mi feci fare un piccolo tatuaggio polinesiano sul collo, il segno dell’amicizia, che porto ancora con orgoglio. Una volta stabilito questo legame ognuno rientrò alla propria sede.

Io e mia moglie tornammo a trovarlo a Trieste nel suo studio in via Rigutti, ci siamo stati una settimana e sono stato sempre con lui. Questa toccante ospitalità non ha fatto altro che rafforzare un qualcosa dentro di me verso quest’uomo. Lui mi ha aiutato sempre molto e ogni volta disinteressatamente. Spero di potergli rendere la pariglia, in un tempo non troppo lontano, perché il tempo che ci rimane da vivere non si sa mai quanto lungo possa essere. Poi Ennio è venuto diverse volte a Firenze e la nostra amicizia si è rinsaldata ancora di più. Mi è sempre stato vicino e io questo non lo dimenticherò mai.

Quando, in un momento difficile, sono stato costretto a lasciare lo studio, era molto dispiaciuto, quasi quanto me. Questa è vera amicizia. Un giorno, nel settembre del 1997, ho ricevuto da parte di Ennio un invito per  una convention; si trattava di Miss Italia Tattoo Convention, che lui organizzava nel castello di San Giusto a Trieste. Vi assicuro che per me è stato come vincere una lotteria. Ennio è un grande organizzatore perché questo castello di San Giusto è un po’ come Palazzo Vecchio a Firenze: molto difficile averlo, se non impossibile.

Ma lui c’è riuscito. Mi ha fatto visitare tutto l’interno, le sue armerie e gli immensi saloni, ed è bellissimo. Nonostante il tradizionale vento triestino, la Bora, ci portasse letteralmente via di peso, la gente è accorsa ugualmente. È gente di mare, gente temprata. Nel 2007 non ho potuto mancare al decennale della stessa manifestazione che si tenne a Lignano Sabbiadoro e gli ho portato in dono una tattoo machine costruita da Alberto. Ho anche conosciuto la sua seconda moglie: bellissima. Ennio è proprio un esteta: ama tutto ciò che è bello. 

All’arrivo alla stazione ho trovato un’accoglienza che mi ha toccato il cuore. Come posso dimenticare quei momenti? Impossibile! Come è scritto in questo toccante, e personalmente anche commovente libro, Ennio ha sofferto, rischiato, amato, è caduto e si è rialzato più volte ma nonostante ciò va avanti coerentemente secondo il suo modo di vivere. In passato, tutte le volte che ci vedevamo, lui mi raccontava un episodio della sua vita, e ora leggendo ho potuto rimettere insieme tutte le tessere del mosaico e farmi un’idea veramente completa di quest’uomo. Mi ha colpito molto il modo in cui ha affrontato le sue molteplici situazioni familiari ed anche i problemi economici perché spesso e volentieri affrontare tutto ciò diventa molto, ma molto difficile e lui, essendo una persona determinata, ne è uscito sempre vittorioso. Anche sulla malattia ha vinto.

Un motivo per leggere questo libro? Perché è una lezione di vita, indipendentemente dall’avere tatuaggi o no, dall’essere uomo o donna, dall’essere vecchi o giovani.

È un libro per tutti, ma viene “gustato” in modo particolare da chi possiede un Cuore e ama la Vita.

Maurizio Fiorini, Maestro tatuatore.

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